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Primo Passaggio (dialogo del film)
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Easy Rider presenta al vasto pubblico
i temi caldi della morente ondata psichedelica: libertà
individuale, uso delle droghe, critica al sistema politico,
sesso vissuto senza ripensamenti. Easy Rider è la storia
di un viaggio di due giovani, Wyatt e Bill, che si recano
al carnevale di New Orleans, a bordo delle loro moto
Harley Davidson, ripercorrendo, al contrario, il cammino
dei pionieri.
Tra una vasta gamma di temi narrativi,
Easy Rider introduce anche quello delle presenze
aliene sulla Terra, cogliendo lo spunto per definire
il concetto di libertà con una serrata critica
al sistema. Vediamo il dialogo tra Wyatt, Bill e George,
un compagno di avventura, interpretato da Jack Nicholson,
avvocato e alcolista, incontrato in un galera e aggregatosi
ai due per assistere al carnevale. Il gruppo si è accampato,
di notte, ai margini di un deserto e, dopo aver aspirato
qualche boccata di Marijuana da uno spinello, George,
ispirato da Bill, che ha visto una luce passare nel
il cielo stellato espone una singolare
teoria sulle attività del popolo venusiano sul nostro
pianeta.
Billy: Oh uauh, ma che… che cos’è
quello, ma ma che diavolo era quello? No sai, perché vedi, stavo guardando quel
coso, quel coso, sai, ricordi? Come quel satellite che abbiamo visto l’altra
sera, pareva proprio che attraversasse il cielo e... Io lo guardavo, Erik, e… di colpo, niente, è schizzato
via, come un lampo sì, è schizzato via.
Wyatt: Sei tutto partito, sai?
Billy: Eh, vabbe’ sì, sono partito.
Sì, insomma, beh, ma il satellite l’ho visto, sai… e se ne andava per il cielo,
e poi ha lampeggiato tre volte, e poi, ha zigzagato via ecco. E questo l’ho
visto.
George: E’ un… disco volante che ti
faceva un segnale. Io, con Bob Redfordson, due settimane fa, giù nel Messico,
ne abbiamo visti 40, volare in formazione. Hanno, hanno basi sparse in tutto il
mondo adesso, sapete. Vengono da noi fin dal 1946, da quando gli scienziati hanno incominciato a
far rimbalzare i raggi del radar sulla Luna, e quelli da allora vivono e
lavorano a migliaia in mezzo a noi. Il governo lo sa benissimo.
Billy: Ma che cacchio stai dicendo?
George: Tu ne hai appena visto uno,
no?
Billy: Hey guarda, io ho visto un
qualcosa, ecco, ma non ho visto nessuno lavorare, non so se mi spiego.
George: Sono delle persone come noi, e
vengono dal nostro sistema solare, solo che la loro società è più evoluta della
nostra. Voglio dire che non hanno guerre, non hanno sistema monetario e
soprattutto non hanno capi perché ognuno di loro è un capo. Voglio dire, ognuno,
grazie alla loro tecnologia, è in condizioni di nutrirsi, vestirsi, avere una
casa e circolare come vuole, senza differenza né sforzi.
Billy: Uauh, ma hey, sai una cosa? Io
penso, ma lo sai cosa penso io, io penso che è un’idea da svitati, ecco che
cosa penso. Che ne dici, eh? Allora,
dimmi un po’, che ne dici, da svitati, ecco che cos’è. Se sono tanto
intelligenti perché non si rivelano subito a noi? E via insomma.
George: Non si rivelano a noi perché se
si rivelassero a noi, ci sarebbe subito un panico generale. Voglio dire, noi
abbiamo ancora dei capi, dai quali dipendiamo per la diffusione di queste
notizie, e questi capi hanno deciso di impedire la diffusione di queste
notizie, per il tremendo shock che subirebbe tutto il nostro sistema antiquato.
Ora, il risultato di questa situazione è che i Venusiani hanno preso contatto
con tutti gli strati sociali.
Billy: Con tutti gli strati sociali.
George: Sì, sarebbe veramente un colpo
mortale per tutti i nostri sistemi antiquati. Quindi adesso i Venusiani si
incontrano con gente di tutti gli strati sociali, in qualità di consulenti, si
capisce. E una buona volta l’uomo avrà il controllo, direi, divino, del proprio
destino e potrà finalmente trascendere ed evolversi, conquistando
l’eguaglianza.
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Secondo Passaggio (dialogo del
film)
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Gorge: Lo sai? Una volta questo era
proprio un gran bel paese… e non riesco a capire quello che gli è successo.
Billy: Beh, è che tutti hanno paura,
ecco cos’è successo. Noi non possiamo neanche andare in uno di quegli
alberghetti da due soldi, voglio dire propri di quelli da due soldi,
capisci?Credono che si vada a scannarli o qualcosa, hanno paura.
George: Si ma non hanno paura di voi,
hanno paura di quello che voi rappresentate.
Billy: Ma quando, per loro noi siamo
solo della gente che ha bisogno di tagliarsi i capelli.
George: Ah no, quello che voi
rappresentate per loro è la libertà.
Billy: Che c’è di male nella libertà?
La libertà è tutto.
George: Ah si, è vero, la libertà è
tutto, d’accordo, ma… parlare di libertà ed essere liberi sono due cose
diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti
vendono al mercato… e bada non dire mai a nessuno che non è libero, perché
allora quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti
che lo è. Ah certo, ti parlano e ti
parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono
un individuo veramente libero, allora hanno paura.
Billy: La paura però non li fa
scappare.
George: No, ma li rende pericolosi.
Una società di Venusiani usata come
termine di paragone con quella globalizzata in cui viviamo.
Il discorso di George è apparentemente astratto, poiché
si basa sull’applicazione, da parte degli extraterrestri,
di tecnologie che sono alla base di una totale eguaglianza,
alla quali i terrestri non possono accedere, a causa
dei capi di stato, che vogliono mantenere intatte le
basi del sistema sociale. D’altra parte, i terrestri
sono legati al denaro, che mercifica il tempo, le attitudini,
la vita. Il pensiero di George diventa all’improvviso
meno astratto.
“Ognuno può circolare come vuole
senza differenza né sforzi”, riferisce George, a proposito
di un sistema sociale talmente avanzato da risultare
incomprensibile per il nostro sistema. In questo caso,
la paventata invasione è già avvenuta, non più da temere.
Al tempo stesso, i Venusiani assumono rilevanza in positivo.
Il timore dell’altro, che improntava l’Invasione degli
Ultracorpi, viene a cadere. Il nemico non è più la strisciante
nemesi di un intero sistema rappresentata dai baccelli
provenienti dallo spazio, ma il simbolo positivo di
un nuovo ordine, più equo di quello esistente. D’altra
parte la soluzione prospettata, essendo esterna al sistema,
assume il valore di un’utopia e può configurarsi soltanto
sul piano della gnosi. Easy Rider è la splendida sintesi
di una cultura, non il preludio a una nuova era. In
realtà, all’uomo non è dato cambiare le cose. Il movimento
beat, con le sue illimitate aspirazioni e aperture,
è giunto a concludere il suo percorso storico.
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