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Easy Rider: la libertà concreta in due passaggi, Maff, Napoli, 20 agosto 2006

Solo la morte racchiude la reputazione di un uomo e lo determina come buono o cattivo (Death only closes a man’s reputation and determines it as good or bad).

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Easy Rider esce nel 1969, diretto da Dennis Hopper, sceneggiato da Dennis Hopper e Peter Fonda, interpretato da Hopper, Fonda e Jack Nicolson.

Billy (Dennis Hopper) e Wyatt (Peter Fonda), guadagnano una bella somma trafficando coca dal Messico agli USA, comprano due choppers e attraversano gli Stati Uniti dalla California a New Orleans, per vedere il carnevale. Durante il loro viaggio incontrano persone che non li desiderano e che temono ciò che essi rappresentano. Billy e Wyatt conoscono, durante una nottata passata in carcere, un avvocato alcolizzato, George (Jack Nicholson), con il quale, di notte, in due occasioni distinte, bivaccando intorno al fuoco, giumgono alla definizione di un concetto di libertà, equo, concreto e totalmente eversivo, nei confronti di un sistema sociale nel quale non è possibile vivere nel rispetto dei propri diritti.

 

Primo Passaggio (dialogo del film)

Easy Rider presenta al vasto pubblico i temi caldi della morente ondata psichedelica: libertà individuale, uso delle droghe, critica al sistema politico, sesso vissuto senza ripensamenti. Easy Rider è la storia di un viaggio di due giovani, Wyatt e Bill, che si recano al carnevale di New Orleans, a bordo delle loro moto Harley Davidson, ripercorrendo, al contrario, il cammino dei pionieri.

Tra una  vasta gamma di  temi narrativi, Easy Rider introduce anche quello  delle presenze aliene sulla Terra, cogliendo lo spunto per definire il concetto di libertà con una serrata critica al sistema. Vediamo il dialogo tra Wyatt, Bill e George, un compagno di avventura, interpretato da Jack Nicholson, avvocato e alcolista, incontrato in un galera e aggregatosi ai due per assistere al carnevale. Il gruppo si è accampato, di notte, ai margini di un deserto e, dopo aver aspirato qualche boccata di Marijuana da uno spinello, George, ispirato da Bill, che ha visto una luce passare nel  il cielo stellato espone una  singolare teoria sulle attività del popolo venusiano sul nostro pianeta.

Billy: Oh uauh, ma che… che cos’è quello, ma ma che diavolo era quello? No sai, perché vedi, stavo guardando quel coso, quel coso, sai, ricordi? Come quel satellite che abbiamo visto l’altra sera, pareva proprio che attraversasse il cielo e... Io lo guardavo, Erik, e… di colpo, niente, è schizzato via, come un lampo sì, è schizzato via.

Wyatt: Sei tutto partito, sai?

Billy: Eh, vabbe’ sì, sono partito. Sì, insomma, beh, ma il satellite l’ho visto, sai… e se ne andava per il cielo, e poi ha lampeggiato tre volte, e poi, ha zigzagato via ecco. E questo l’ho visto.

George: E’ un… disco volante che ti faceva un segnale. Io, con Bob Redfordson, due settimane fa, giù nel Messico, ne abbiamo visti 40, volare in formazione. Hanno, hanno basi sparse in tutto il mondo adesso, sapete. Vengono da noi fin dal 1946,  da quando gli scienziati hanno incominciato a far rimbalzare i raggi del radar sulla Luna, e quelli da allora vivono e lavorano a migliaia in mezzo a noi. Il governo lo sa benissimo.

Billy: Ma che cacchio stai dicendo?

George: Tu ne hai appena visto uno, no?

Billy: Hey guarda, io ho visto un qualcosa, ecco, ma non ho visto nessuno lavorare, non so se mi spiego.

George: Sono delle persone come noi, e vengono dal nostro sistema solare, solo che la loro società è più evoluta della nostra. Voglio dire che non hanno guerre, non hanno sistema monetario e soprattutto non hanno capi perché ognuno di loro è un capo. Voglio dire, ognuno, grazie alla loro tecnologia, è in condizioni di nutrirsi, vestirsi, avere una casa e circolare come vuole, senza differenza né sforzi.

Billy: Uauh, ma hey, sai una cosa? Io penso, ma lo sai cosa penso io, io penso che è un’idea da svitati, ecco che cosa penso.  Che ne dici, eh? Allora, dimmi un po’, che ne dici, da svitati, ecco che cos’è. Se sono tanto intelligenti perché non si rivelano subito a noi? E via insomma.

George: Non si rivelano a noi perché se si rivelassero a noi, ci sarebbe subito un panico generale. Voglio dire, noi abbiamo ancora dei capi, dai quali dipendiamo per la diffusione di queste notizie, e questi capi hanno deciso di impedire la diffusione di queste notizie, per il tremendo shock che subirebbe tutto il nostro sistema antiquato. Ora, il risultato di questa situazione è che i Venusiani hanno preso contatto con tutti gli strati sociali.

Billy: Con tutti gli strati sociali.

George: Sì, sarebbe veramente un colpo mortale per tutti i nostri sistemi antiquati. Quindi adesso i Venusiani si incontrano con gente di tutti gli strati sociali, in qualità di consulenti, si capisce. E una buona volta l’uomo avrà il controllo, direi, divino, del proprio destino e potrà finalmente trascendere ed evolversi, conquistando l’eguaglianza.

Secondo Passaggio (dialogo del film)

Gorge: Lo sai? Una volta questo era proprio un gran bel paese… e non riesco a capire quello che gli è successo.

Billy: Beh, è che tutti hanno paura, ecco cos’è successo. Noi non possiamo neanche andare in uno di quegli alberghetti da due soldi, voglio dire propri di quelli da due soldi, capisci?Credono che si vada a scannarli o qualcosa, hanno paura.

George: Si ma non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate.

Billy: Ma quando, per loro noi siamo solo della gente che ha bisogno di tagliarsi i capelli.

George: Ah no, quello che voi rappresentate per loro è la libertà.

Billy: Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto.

George: Ah si, è vero, la libertà è tutto, d’accordo, ma… parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato… e bada non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti che lo è.  Ah certo, ti parlano e ti parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.

Billy: La paura però non li fa scappare.

George: No, ma li rende pericolosi.

Conclusioni

Una società di Venusiani usata come termine di paragone con quella globalizzata in cui viviamo. Il discorso di George è apparentemente astratto, poiché si basa sull’applicazione, da parte degli extraterrestri, di tecnologie che sono alla base di una totale eguaglianza, alla quali i terrestri non possono accedere, a causa dei capi di stato, che vogliono mantenere intatte le basi del sistema sociale. D’altra parte, i terrestri sono legati al denaro, che mercifica il tempo, le attitudini, la vita. Il pensiero di George diventa all’improvviso meno astratto.

“Ognuno può circolare come vuole senza differenza né sforzi”, riferisce George, a proposito di un sistema sociale talmente avanzato da risultare incomprensibile per il nostro sistema. In questo caso, la paventata invasione è già avvenuta, non più da temere. Al tempo stesso, i Venusiani assumono rilevanza in positivo. Il timore dell’altro, che improntava l’Invasione degli Ultracorpi, viene a cadere. Il nemico non è più la strisciante nemesi di un intero sistema rappresentata dai baccelli provenienti dallo spazio, ma il simbolo positivo di un nuovo ordine, più equo di quello esistente. D’altra parte la soluzione prospettata, essendo esterna al sistema, assume il valore di un’utopia e può configurarsi soltanto sul piano della gnosi. Easy Rider è la splendida sintesi di una cultura, non il preludio a una nuova era. In realtà, all’uomo non è dato cambiare le cose. Il movimento beat, con le sue illimitate aspirazioni e aperture, è giunto a concludere il suo percorso storico.

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